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Panoramica introduttiva:
Dopo le recenti modifiche normative negli Stati Uniti d’America che
pongono il fumo di tabacco sotto il diretto controllo della FDA , la
lotta al fumo di sigaretta sta vivendo una svolta epocale. Nessuno può
ormai rimanervi indifferente, particolarmente nell’ambito degli
operatori socio sanitari. Per contrastare quello che oggi è
universalmente riconosciuto come il più importante fattore di rischio
evitabile nel mondo contemporaneo occorre riunire i migliori strumenti
a disposizione rendendoli prontamente disponibili a chiunque li voglia
utilizzare: da un lato per uno screening di ampio spettro sulla reale
dipendenza della popolazione dei fumatori, dall’altro per capire a che
tipologia di fumatori oggi si rivolgono gli Specialisti pneumologi e
i Medici di Medicina Generale.
Cosa sono e quale è il fine:
La disassuefazione del fumo di sigaretta viaggia su un doppio binario,
quello della dipendenza chimica da un lato,e dall’altro quello della
dipendenza psicologica. Il test di Fagerstrom e l’anello di Prochaska e
Di Clemente sono in grado di individuare in modo semplice e veloce il
grado di dipendenza chimica e lo stato di cambiamento del paziente
fumatore nei confronti del suo rapporto con la sigaretta. Il Test di
Fagerstrom (8 item) è in grado con un punteggio da 0 a 10
di stabilire, attraverso semplici domande ed in maniera molto
verosimile il grado di dipendenza chimica del paziente dalla nicotina .
L’anello di Prochaska e Di Clemente pone invece l’attenzione sul
modello del cambiamento, in particolare nella condizione del paziente
fumatore serve a stabilire se esso si trova in una fase di
disponibilità al cambiamento (fase contemplativa) o se il paziente
invece non sia interessato a modificare la sua abitudine di fumatore
(fase pre-contemplativa).
Censimento (survey):
Agendo capillarmente sul territorio
questi strumenti possono essere utili al fine di eseguire uno screening
dei nostri pazienti, fotografare la realtà quotidiana, capire a che
popolazione di fumatori ci troviamo di fronte. Conoscere grado di
dipendenza e propensione al cambiamento potrebbe essere inoltre utile
come strumento per differenziare quali pazienti sarebbercertamente
meglio inviare ai Centri antifumo. Sembra anche di grande utilità
conoscere il reale vissuto del paziente nei confronti del problema fumo
per non sprecare sia risorse che opportunità nella costante e
irrinunciabile ricerca della massima efficacia della disassuefazione
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